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mercoledì, 09 aprile 2008
La Libertà..

E un oratore disse: Parlaci della Libertà.
Ed egli rispose:
Alle porte della città e accanto al focolare, io vi ho veduto
prosternarvi e adorare la vostra libertà.
Anche gli schiavi si umiliano davanti al tiranno e lo lodano anche
quando li ammazza.
Ahimè, nel boschetto del tempio e all'ombra della cittadella ho visto
i più liberi tra voi indossare la loro libertà come un giogo ed un
ceppo.
E il mio cuore sanguinava: perché non potrete essere liberi finché
perfino il desiderio di cercare la libertà non vi sembri una briglia, e
non avrete cessato di parlarne come di una meta e un compimento.
Sarete liberi, infatti, non quando i vostri giorni saranno privi di ansie e
le notti senza un bisogno o una pena,
Ma quando queste cose vi stringeranno come una cintura e
saprete innalzarvi al di sopra di esse nudi e sciolti.
Ma come potrete innalzarvi oltre i giorni e le notti se non rompendo
le catene che all'alba della vostra comprensione avete stretto intorno
all'ora meridiana?
In verità, ciò che chiamate libertà è la più resistente di tali catene,
benché i suoi anelli brillino al sole e abbaglino i vostri occhi.
E che cosa volete eliminare per essere liberi se non brandelli di voi
stessi?
Se è una legge ingiusta che volete abolire, l'avete scritta sulla
fronte con le vostre mani.
Non la potete cancellare, né bruciando i vostri libri di diritto, né
lavando le fronti dei giudici, anche versandovi su il mare.
E se è un despota che volete deporre, badate prima a distruggerne
il trono eretto in voi.
Perché un tiranno come può governare uomini liberi e orgogliosi se
non tiranneggiando la loro libertà e calpestando il loro orgoglio?
E se è una noia che volete scacciare, essa fu scelta da voi più che
imposta dagli altri.
E se è un timore che volete fugare, la sua sede è nell'animo
vostro, non nella mano di chi temete.
In verità, tutte le cose muovono dentro il vostro essere in un perenne
semi abbracciamento, quelle desiderate e le temute, le ripugnanti e
le amate, le perseguite e quelle che vorreste evitare.
Esse muovono in voi come ombre e luci in stretto accoppiamento.
E quando l'ombra svanisce e non è più, la luce che indugia diventa
un'ombra per un'altra luce.
Così la vostra libertà, appena perde le catene, diventa essa stessa
la catena per una maggiore libertà.
                                                                

                                                                                                                                    ["Il profeta", di Gibran ]

Scritto da: truejen alle ore 18:10 | link | commenti (1) | categoria: kahlil gibran