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Odio non riuscire a dare il massimo, la fame xD, i CANI, i libri delle vacanze di Pizzu (parlano solo di guerra!!)

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mercoledì, 27 agosto 2008
Le Cornelle

Domenica io e il mio amore per fare qualcosa di diverso dal solito (io e te sappiamo cos'è il "solito" xD) abbiamo deciso, sotto sua proposta di andare a visitare il parco faunistico "Le Cornelle" che si trova esattamente a 10 minuti da casa mia ed era un pò che non ci tornavo...

Nella Selva Tropicale:

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Il cucciolo di tigre bianca *-*

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Abbiamo dato da mangiare ai daini. All'inizio ero veramente preoccupata che il daino potesse staccarmi una mano a morsi, poi con l'aiuto del mio amore, che mi ha dato un bel bacione di incoraggiamento, ho teso la mia manina verso le sue fauci quando... con una poderosa leccata mangiò tutto e risparmiò la mia mano xD Erano dolcissimi!

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Ma ora ecco a voi : jappi!  Ammirate pure voi il suo ciuffeto biondo e quel filo di fieno in bocca...hahaha!

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Io a causa di questa capra ho riso per mezz'ora! Mi fissava con la mandibola in avanti e i denti storti, era favolosa hahaha!

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canguro di bennet, complimenti per le narici e l'aria incazzosa! xD

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Ed ecco a voi il bue dei Watussi, notare l'aria da vero BOSS xD

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Il mio cucciolino ha finalmente scoperto cos'è una papera xD

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La piccolina *-*

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Gli uccellini "inseparabili" o "lovebirds"  (io e te)

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La tigre, il mio animale preferito, che riposa come un gigantesco micione *-*

Quanto darei per poterlo accarezzare e coccolare senza lasciarci le penne !!!!

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L'orsetto lavatore *-*

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....e infine i due porcus,i  della famiglia dei suinis regalis detti anche "porceddu pottae" 

 Sono loro i veri animali del parco! xD

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Scritto da: truejen alle ore 22:52 | link | commenti (4) | categoria: amore, me , te dolcetto
giovedì, 21 agosto 2008
Rudolf Nureyev

Non avrei mai fatto il ballerino, non potevo permettermi questo sogno, ma ero lì, con le mie scarpe consunte ai piedi, con il mio corpo che si apriva alla musica, con il respiro che mi rendeva sopra le nuvole. Era il senso che davo al mio essere, era stare lì e rendere i miei muscoli parole e poesia, era il vento tra le mie braccia, erano gli altri ragazzi come me che erano lì e forse non avrebbero fatto i ballerini, ma ci scambiavamo il sudore, i silenzi, la fatica. Per tredici anni ho studiato e lavorato, niente audizioni, niente, perché servivano le mie braccia per lavorare nei campi. Ma a me non interessava: io imparavo a danzare e danzavo perché mi era impossibile non farlo, mi era impossibile pensare di essere altrove, di non sentire la terra che si trasformava sotto le mie piante dei piedi, impossibile non perdermi nella musica, impossibile non usare i miei occhi per guardare allo specchio, per provare passi nuovi. Ogni giorno mi alzavo con il pensiero del momento in cui avrei messo i piedi dentro le scarpette e facevo tutto pregustando quel momento. E quando ero lì, con l’odore di canfora, legno, calzamaglie, ero un’aquila sul tetto del mondo, ero il poeta tra i poeti, ero ovunque ed ero ogni cosa. Ricordo una ballerina Elèna Vadislowa, famiglia ricca, ben curata, bellissima. Desiderava ballare quanto me, ma più tardi capii che non era così. Lei ballava per tutte le audizioni, per lo spettacolo di fine corso, per gli insegnanti che la guardavano, per rendere omaggio alla sua bellezza. Si preparò due anni per il concorso Djenko. Le aspettative erano tutte su di lei. Due anni in cui sacrificò parte della sua vita. Non vinse il concorso. Smise di ballare, per sempre. Non resse la sconfitta. Era questa la differenza tra me e lei. Io danzavo perché era il mio credo, il mio bisogno, le mie parole che non dicevo, la mia fatica, la mia povertà, il mio pianto. Io ballavo perché solo lì il mio essere abbatteva i limiti della mia condizione sociale, della mia timidezza, della mia vergogna. Io ballavo ed ero con l’universo tra le mani, e mentre ero a scuola, studiavo, aravo i campi alle sei del mattino, la mia mente sopportava perché era ubriaca del mio corpo che catturava l'aria. Ero povero, e sfilavano davanti a me ragazzi che si esibivano per concorsi, avevano abiti nuovi, facevano viaggi. Non ne soffrivo, la mia sofferenza sarebbe stata impedirmi di entrare nella sala e sentire il mio sudore uscire dai pori del viso. La mia sofferenza sarebbe stata non esserci, non essere lì, circondato da quella poesia che solo la sublimazione dell'arte può dare. Ero pittore, poeta, scultore. Il primo ballerino dello spettacolo di fine anno si fece male. Ero l'unico a sapere ogni mossa perché succhiavo, in silenzio ogni passo. Mi fecero indossare i suoi vestiti, nuovi, brillanti e mi dettero dopo tredici anni, la responsabilità di dimostrare. Nulla fu diverso in quegli attimi che danzai sul palco, ero come nella sala con i miei vestiti smessi. Ero e mi esibivo, ma era danzare che a me importava. Gli applausi mi raggiunsero lontani. Dietro le quinte, l'unica cosa che volevo era togliermi quella calzamaglia scomodissima, ma mi raggiunsero i complimenti di tutti e dovetti aspettare. Il mio sonno non fu diverso da quello delle altre notti. Avevo danzato e chi mi stava guardando era solo una nube lontana all'orizzonte. Da quel momento la mia vita cambiò, ma non la mia passione ed il mio bisogno di danzare. Continuavo ad aiutare mio padre nei campi anche se il mio nome era sulla bocca di tutti. Divenni uno degli astri più luminosi della danza. Ora so che dovrò morire, perché questa malattia non perdona, ed il mio corpo è intrappolato su una carrozzina, il sangue non circola, perdo di peso. Ma l'unica cosa che mi accompagna è la mia danza, la mia libertà di essere. Sono qui, ma io danzo con la mente, volo oltre le mie parole ed il mio dolore. Io danzo il mio essere con la ricchezza che so di avere e che mi seguirà ovunque: quella di aver dato a me stesso la possibilità di esistere al di sopra della fatica e di aver imparato che se si prova stanchezza e fatica ballando, e se ci si siede per lo sforzo, se compatiamo i nostri piedi sanguinanti, se rincorriamo solo la meta e non comprendiamo il pieno ed unico piacere di muoverci, non comprendiamo la profonda essenza della vita, dove il significato è nel suo divenire e non nell'apparire. Ogni uomo dovrebbe danzare, per tutta la vita. Non essere ballerino, ma danzare. Chi non conoscerà mai il piacere di entrare in una sala con delle sbarre di legno e degli specchi, chi smette perché non ottiene risultati, chi ha sempre bisogno di stimoli per amare o vivere, non è entrato nella profondità della vita, ed abbandonerà ogni qualvolta la vita non gli regalerà ciò che lui desidera. È la legge dell’amore: si ama perché si sente il bisogno di farlo, non per ottenere qualcosa od essere ricambiati, altrimenti si è destinati all'infelicità. Io sto morendo, e ringrazio Dio per avermi dato un corpo per danzare cosicché io non sprecassi neanche un attimo del meraviglioso dono della vita…

 (Rudolf Nureyev)

Scritto da: truejen alle ore 23:17 | link | commenti (1) | categoria:
lunedì, 18 agosto 2008
No Title

Oggi non so perchè, ma ho addosso una maliconia incredibile.

Forse è per questo che mi sono gettata tutto il pomeriggio nello studio.

Questa mattina a danza ero sulle nuvole....

Non ho nemmeno tanta voglia di impegnarmi a fare un post decente...

"Quando tutte le parole sai che non ti servon più "

 ".. E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
.."
 

"Ho ancora la forza
e guarda che ne serve
per rendere leggero il peso dei ricordi,
di far la conta degli amici andati e dire:
" Ci vediam più tardi ...più tardi
..”

Per fortuna che esiste *lui*,  l'Amore della mia vita...che la rende bellissima e mi riempie di gioia nella sua bellezza e perfezione.

Grazie per tutto l'amore che mi dai, per le nostre giornate, per gli abbracci, i baci, le carezze, le parole che sfiorano l'anima e il cuore, per i tuoi sguardi pieni di dolcezza, per le mani intrecciate, per gli interi pomeriggi su un prato a riempirci di noi, per il legame profondo che ci unisce, per la felicità che sei in grado di donarmi anche solo con un tuo sorriso.

Grazie di esistere maritino mio

"Ti sento
e parlo di profumo
t'infili in un pensiero
e non lo molli mai "

...Vedi, anche un post che avrebbe dovuto avere un'impronta triste è diventato bello...Mi fai VIVERE...

Scritto da: truejen alle ore 21:11 | link | commenti | categoria: amore, ricordi, tristezza, grazie, me , te dolcetto
domenica, 10 agosto 2008
Amore

Sabato sera io e il mio amore incappammo in tale targa, con l' XD finale.

Una targa ridente insomma ! xD

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Qui invece oggi pomeriggio mentre mangiavamo il gelato gelatoso, che suini! mezzo chilo di gelato a testa a momenti xD

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Che bello *-*

 

Scritto da: truejen alle ore 20:46 | link | commenti (1) | categoria: amore, grazie, te dolcetto